Filosofia e Psicologia
FILOSOFIA e PSICOLOGIA
CHE COS’È LA PSICOLOGIA?
Il termine "psicologia" deriva dal greco e significa "studio dell'anima", occupandosi dei processi mentali, del comportamento e delle relazioni umane per migliorare la qualità della vita. La psicologia moderna è emersa nella metà dell'Ottocento con la creazione dei primi laboratori scientifici. La disciplina affronta la sfida di misurare funzioni umane legate a un'entità non materiale, l'anima, utilizzando metodi scientifici, un compito difficile e paradossale. Prima della psicologia, le funzioni mentali venivano studiate attraverso la "fisiologia", rendendo la transizione a una disciplina scientifica una sfida complessa.
IL PRINCIPIO FU ARISTOTELE
Nel XIX secolo, studiosi si ispirarono a pensatori antichi come Aristotele, che già nel IV secolo a.C. studiò la natura umana e le funzioni della mente, come la memoria e l'apprendimento. Aristotele descrive l'anima come governante del corpo, distinguendo tra tre tipi:
-Anima vegetativa: gestisce funzioni basilari (nutrizione, crescita, riproduzione), presente in piante, animali e uomini.
-Anima sensitiva: consente la percezione, tipica di animali e uomini.
-Anima intellettiva: permette la formulazione di concetti a partire dalle percezioni, esclusiva degli esseri umani.
Queste teorie mostrano ancora oggi una certa modernità nell'approccio.
Aristotele concepì l'anima in termini scientifici, focalizzandosi sull'analisi delle funzioni vitali come crescere, sentire e pensare, piuttosto che su temi religiosi come l'immortalità. Questo approccio lo rende il primo psicologo della storia.
LA RIVOLUZIONE DI CARTESIO
Il vero antesignano della psicologia scientifica dell'Ottocento è René Descartes, noto come Cartesio. Egli sviluppò una concezione dualistica dell'essere umano, distinguendo tra anima e corpo come entità separate. Cartesio sostenne che il corpo può essere studiato come un oggetto fisico che segue leggi naturali, mentre l'anima è un'entità spirituale libera, condizionata solo dalla volontà.
Nel suo "Trattato sull'uomo" (1637), dimostrò che molti comportamenti umani, come i riflessi automatici, possono essere spiegati meccanicamente, senza invocare l'anima. Tuttavia, comportamenti distintivi come il pensare e progettare sono attribuiti all'intervento dell'anima. Il suo dualismo è definito interazionalista, poiché permette l'interazione tra il materiale e lo spirituale.
IL CONTRIBUTO DI FECHNER
Le concezioni precartesiane sulla psiche si dividevano in due orientamenti opposti: uno religioso-filosofico e l'altro medico-biologico. Queste correnti, pur sembrando slegate, influenzarono lo sviluppo della psicologia nell'Ottocento, esaminando la psiche sia come funzione mentale che come entità autonoma.
Nel XVIII secolo, il materialismo e il meccanicismo si diffusero grazie all'illuminismo e all'Encyclopédie, un compendio del sapere guidato da Denis Diderot.
Gustav Fechner, scienziato pionieristico, condusse ricerche psicologiche in laboratorio e nel suo saggio "Elementi di psicofisica" (1860) mirò a misurare l'anima umana. Allievo di Ernst Heinrich Weber, Fechner sviluppò la legge di Weber-Fechner, che descrive il rapporto tra l'intensità di uno stimolo e la percezione corrispondente, evidenziando come la psiche debba essere indagata indirettamente, attraverso la sensibilità agli stimoli. Un esempio pratico illustra che il riconoscimento di un cambiamento di peso varia in base al peso iniziale dell'oggetto.
Commenti
Posta un commento